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Una tazza di te agli Hanbury

Carolyn S. Hanbury:“I giardinieri non muoiono, vanno solo al seme”   Il 24 ottobre 2018 nell’incantevole Villa Hanbury di fronte al mare alla Mortola, la Contessa Carolyn Seymour Hanbury ha ospitato alcuni di noi studenti del Liceo G.D Cassini in modo da poter svolgere una visita della villa che è come una gemma in mezzo alle migliaia di piante e specie dei meravigliosi e romantici Giardini botanici; la botanica Ursula Piacenza ce ne ha presentate molte. Più tardi la Contessa Carolyn ci ha invitato per un tè a casa sua e ci ha raccontato la storia del suo antenato Thomas Hanbury e di tutti coloro che hanno dedicato i loro sforzi per far prosperare i Giardini negli ultimi 150 anni. Siamo stati così fortunati da poter chiedere alla Contessa Hanbury alcune domande; con il suo grande amore e la sua passione per la natura e per questi Giardini, ha spiegato che in futuro vorrebbe vedere i giardinieri più appassionati del loro lavoro come il suo antenato Thomas Hanbury e i suoi primi gi...

Influencer, un lavoro che va di moda

Avete mai sentito il termine “influencer”? Influencer è una persona che ha acquisito la sua fama tramite i social media o la televisione, che pubblicizza vestiti,cosmetici,gioielli o qualsiasi altro oggetto di tendenza al fine di ricavarne dei soldi.  In questi ultimi anni è diventato un vero e proprio lavoro e i giovani ne sono sempre più attratti. Ma ne vale la pena interrompere gli studi o non avere altre aspirazioni pur di diventare un influencer? Purtroppo l’istruzione ha perso i valori di una volta e gli studi vengono ritenuti sempre meno importanti rispetto alla vita virtuale. Fin dove si spingerà quest’ossessione? Ad abbandonare la cultura per dei ‘mi piace’ su instagram o facebook? Le generazioni di oggi devono comprendere che tutto ciò che si trova sui media non è la vita reale e noi tutti dobbiamo smettere di cercare di assomigliare o seguire gli stereotipi proposti dagli influencer, perché non sono loro che ci garantiscono il futuro! Non sono loro che ci spingono a...

Keep calm and stop hating

Mi dispiace per i pianti disperati dei nostri due lettori -è bene essere schietti: sono, o meglio, siamo pochi- poiché questo è l’ultimo articolo di Inchiostro Digitale per quest’anno scolastico. Lo sto scrivendo con forte entusiasmo e egocentrismo avendo interpretato la richiesta scriverlo da parte di Anna Mastrantuono, caporedattrice del blog che ringrazio pubblicamente per il lavoro svolto durante l’anno, come uno speciale editoriale conclusivo. Abbiamo fatto del nostro meglio, abbiamo mantenuto il ritmo, abbiamo scritto con passione, ma forse non abbiamo avuto la risposta che avremmo desiderato. In ogni caso abbiamo perseverato in quanto redazione appassionata e convinta nella forza del medium più vecchio del mondo, quale è la scrittura su Inchiostro, ora divenuto Digitale. Abbiamo condiviso i nostri pensieri, le nostre perplessità riguardanti il mondo attorno a noi nel miglior modo possibile, consapevoli del fatto che scrivere non ha fatto bene a chi ha letto ma ne h...

Il valore della tragedia greca ai nostri giorni

È l’ora del cannolo!!! I giovani d’oggi dovrebbero seguire il consiglio del grande Philippe D’Averio, il quale ha suggerito loro di fare la RIVOLUZIONE, ma i nostri prodi hanno abbandonato le lotte antimilitariste dei loro nonni, sostituendo ai cannoni i cannoli e alle cannon balls (perché siamo poliglotti) i tipici, e altrettanto distruttivi per il fisico umano, arancini (o arancine, per non far torto a nessuno). Siccome è necessario fare incetta di zucchero fin dal mattino, i nostri eroi non si sono sottratti al rituale della granita con la brioche (scordatevi quell’accozzaglia di acqua e ghiaccio e di colori non proprio naturali di cui si vanta il progresso nord!!!). Dopo essersi guadagnati un posto d’onore nel girone dei golosi proprio a fianco a Ciacco (e non Ciaccio!), i nostri atleti dal fisico degno del Discobolo si sono guadagnati la corona d’alloro correndo i 100 metri piani per accaparrarsi i posti nella cavea inferiore, un tempo riservati ai membri più illust...

Lettera aperta a chi vorrà ascoltare

Io credo profondamente nella saggezza della nostra scuola. Ho fiducia negli insegnanti e nelle scelte fatte per il nostro bene. Sogno che questa mia generazione possa cambiare un po’ questo Paese grazie anche al coraggio dei nostri docenti. Siamo un popolo testardo e curioso; abbiamo la storia giusta per riempire i nostri occhi di bellezza e i nostri cuori di decisione, abbiamo la cultura già impressa nelle mura delle nostre città e il sapere scolpito nelle statue delle piazze. Saremmo in grado di cambiare le cose… Ma la nostra caratteristica più interessante è anche un innato senso della dimenticanza. Scordiamo con una facilità disarmante la base stessa della relazione; il rispetto. Penso sia la conoscenza stessa a portare al rispetto, la mancanza di tale atteggiamento porta poi al “non ascolto”, alla sordità, e poi alla fine di un qualsiasi dialogo. La società si basa sul dialogo, perciò che futuro può esserci in un popolo che non si ascolta e che non dialoga, o ...

Giornata mondiale contro l’omofobia: qualche considerazione

Questa data è stata scelta dall’Unione Europea per ricordare che il 17 maggio 1994 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha eliminato ufficialmente l’omosessualità dall’elenco internazionale delle malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano”. In molte città si allestiscono in occasione di questa giornata manifestazioni per condannare le discriminazioni subite a causa dell’orientamento sessuale e a causa dell’ identità di genere. Ad esempio, a Napoli, quest’anno, sarà organizzato il convegno “Che genere di sport?”, una ripercussione con ricercatori e studiosi di fama mondiale a proposito del tema corrente in ambito sportivo. Oggi si discute comunque molto a proposito di questo tema ed esistono molte opinioni contrastanti tra loro, fra i tanti anche amministrazioni e politici discutono a tal proposito; è stato significativo il discorso dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in occasione della gi...

La piazza come luogo di crescita e incontro

La piazza è da sempre luogo d’incontro per tutte le generazioni. Tra gli scalpitanti cuori dei più giovani e le voci tremolanti dei più anziani, essa è la protagonista indiscussa di eventi che, addirittura hanno segnato la storia. Basti fare un passo indietro di un bel po’ di anni e ritrovarsi nelle agorà greche oppure nei fori romani. Strateghi, generali e sovrani riunirono il popolo in piazza per comunicazioni che spesso sconvolsero le sorti di una nazione. È il “canale di comunicazione tra il basso e l’alto” dice Beatrice Collina, il punto di contatto tra popolo e autorità. Ma ritornando agli ultimi secoli, la piazza ha assistito inerme anche molti altri eventi. I sanpietrini roventi per il sole d’agosto, hanno fatto spesso da suolo ai piedi di quei ragazzi che, ansiosi, aspettavano di incontrare la loro Beatrice, anche solo per un semplice saluto. Saluto che non solo sarebbe diventato argomento di battute degli amici presenti al clamoroso fatto, ma anche un dolce r...

Bullismo: chi la fa, l’aspetti

E’ da giorni che in tutta Italia si è diffusa la notizia di uno studente di 15 anni che ha bullizzato il proprio docente. Il tutto è successo pochi giorni fa all’ITC Carrara, a Lucca. Sono stati diffusi i video, ripresi in classe, nei quali veniva mostrato chiaramente il ragazzo in questione mentre, con tono prepotente, ordinava all’insegnate di mettergli la sufficienza, per poi insultarlo e deriderlo davanti a tutta la classe. E’ impensabile quanto uno studente si possa sentire tanto superiore e sicuro di se’ da poter usare il bullismo contro un insegnante, ma soprattutto contro un uomo di circa 60 anni. I protagonisti di questi video, privi di alcuna umanità, stanno già pagando per il loro errore con la sospensione e la bocciatura. Ma ciò basterà? Nell’intervista che è stata fatta ai ragazzi essi dichiarano di sentirsi in colpa descrivendo quanto si sentano inferiori e immaturi rivedendo se’ stessi in quei video. Ma perché arrivare a tanto per rendersi conto ch...

Apologia del simposio contro le delazioni filocartaginesi

“Drinking will shorten your life, according to a study that suggests every glass of wine or pint of beer over the daily recommended limit will cut half an hour from the expected lifespan of a 40-year-old”. Così recita un articolo apparso venerdì 13 (coincidenze?) sul noto quotidiano inglese The Guardian. Alla lettura del pezzo, coloro che stanno scrivendo non potevano che sobbalzare sulle sedie, rendendosi conto del fatto che gli idolatrati simposi, i festeggiamenti e le ebbrezze elleniche sono vituperate scientificamente (e non solo!) nel nome di un mos maiorum , di priscae virtutes un po’ troppo venerate dal buon Catone. I nostri scribi, il cui spirito patriottico è paragonabile solo a quello del buon Jacopo Ortis, non potevano altresì non notare che tale affermazione, proferita certamente da qualche catoniano o barbaro, potrebbe ledere notevolmente al nostro Bel Paese, la cui passione per tale bevanda, per tale nettare degli dèi è ben nota. Ma i nostri affatto dist...

Sogno ad occhi aperti

Qui nel letto in camera mia si sta bene. Sono al caldo -anche se è già aprile e non fa troppo freddo-, e posso accoccolarmi nel morbido piumino. Per quanto possa considerarmi stressato, stanco, insoddisfatto e deluso, posso solamente immaginare di essere un ricercato internazionale, di essere malato di una qualche malattia che mi condizioni l’esistenza o di trovarmi in qualunque situazione che potrebbe realmente mettere a repentaglio la mia vita, e posso dunque ritenermi fortunato ed al sicuro. Sono a casa mia, ho una famiglia e posso studiare. Eppure, possiamo sentirci tranquilli, felici ed accuditi, ma ci sono idee talvolta imprescindibili che non possiamo evitare di provare: le emozioni. Tutte le sensazioni precedenti sono state considerate come non direttamente coinvolte nei nostri pensieri, ma condizionano inevitabilmente il nostro stato d’animo che anche inconsciamente si trova a dover reprimere sentimenti negativi di apparentemente inspiegabile origine o ad...

La Pasqua dei bambini dimenticati

Nei pochi giorni che rimangono prima delle vacanze Pasquali qualsiasi studente, dalle elementari al Liceo, non vede l’ora di sentire l’ultima amata campanella per poter tornare a casa. Forse si potrebbe discutere degli eccessivi compiti a casa dati in correlazione ai sempre minori giorni di riposo concessi. Forse si potrebbe discutere dello strano aspetto consumistico che ormai ha assunto questa festa completamente Cristiana, oppure si potrebbe accennare alle scelte vacanziere degli Italiani. O altrimenti potremmo parlare di qualcosa di meno intrigante, qualcosa di talmente tanto sentito da essere silenzioso, qualcosa di così terribile da ormai essere normale. In questo articolo parleremo della Pasqua certo, ma vista dagli occhi di quei bambini che per tutto l’anno hanno vissuto i peggiori momenti della loro vita. Parleremo di innocenti dimenticati, troppo poco allettanti per poter superare il fumo creato dai meravigliosi colori delle uova e dalla primavera. Ad esemp...

La sopravvivenza dello studente

Dopo sei ore trascorse tra i banchi di scuola, gli studenti logorati dall’attività intellettuale dello studio necessitano di un luogo dove rifocillarsi. E fortunatamente alcuni pii uomini hanno provveduto all’apertura di centri di ristorazione atti a tale scopo. In questi templi di elevata cucina e di gourmet , i sopravvissuti all’orario scolastico e alla ferrea disciplina degli istituti, trovano conforto nelle loro fragranti pietanze. Tra pizze piadine, panini caldi e patatine fritte questi luoghi sono muniti di ogni cibo che lo stomaco degli studenti è abituato a ricevere, e a ciò si deve il loro grande successo e diffusione. Anche se osservati dall’esterno possono sembrare pieni, lo staff sempre pronto e disponibile accoglie la calca di studenti erranti e riesce a procurare loro un posto in cui sedersi e rilassarsi. Ogni giorno il menù è variegato per soddisfare i bisogni di ogni palato, anche dei più esigenti. L’unica cosa che non varia, è il gusto sublime che si...

La festa dei 100 giorni, un’opinione attuale sul divertirsi

È tradizione ormai consolidata per la triste gioventù del terzo millennio festeggiare tra baccanali dal dubbio gusto ellenico l’approssimarsi dell’esame di maturità al di sotto dei cento giorni. Poiché, tuttavia, anche le persone d’una certa veneranda età amano festeggiare, si è pensato (ad opera di noi rappresentanti della gioventù italiana) di fornire un’opportunità di festeggiamento anche ai testimoni oculari della peste del Pireo, nonché ai loro coetanei che assistettero all’epitafio di Pericle. Considerando, dunque, l’appropinquarsi di Thanatos, tali vetuste genti potranno ben trarre diletto dal festeggiare i 100 giorni antecedenti al sopraggiungere della loro tanto cara e attesa dipartita. Quali planners della festa sono state elette alcune attempate signore che, bazzicando continuamente tra la chiesa e il mercato ortofrutticolo,hanno acquisito doti di management da far impallidire il medio studente bocconiano. Vi presentiamo di seguito la cronaca dell’ultima d...

8 marzo: quarant’anni di cambiamenti

L’ 8 marzo è la giornata internazionale dedicata alle donne. Questa ricorrenza fu istituita ufficialmente per opera dell’ONU soltanto nel 1977, sebbene fosse già nota e festeggiata da innumerevoli anni durante diversi giorni dell’anno. Anche l’Italia per oltre cinquant’anni non celebrò la donna l’8 marzo ma il 12 dello stesso mese. Le origini della festività sono erroneamente collegate da alcuni ad un presunto incendio divampato proprio l’ 8 marzo 1908 nell’industria tessile “Cotton” a New York, della cui esistenza, però, non si sono mai avute prove. L’episodio potrebbe essere presumibilmente stato confuso con l’incendio scoppiato tre anni dopo sempre a New York ma nei pressi della fabbrica “Triangle”, in cui persero la vita 146 lavoratrici d’età compresa tra 13 e 22 anni. Altri, invece, riconducono il principio della festa ad una travolgente protesta operaia che ebbe luogo nel 1857 nella medesima città. A qualunque avvenimento debba la sua origine, è importante ricor...

Il sonno della politica

Le elezioni, l’appuntamento più importante della democrazia, si avvicinano, e numerosi neodiciottenni sono chiamati alle urne per esercitare il proprio inderogabile diritto. Le più recenti analisi indicano però un astensionismo previsto alto soprattutto fra i giovanissimi. Un sentimento dilaga sempre di più: quello dell’apolitica. Di partiti ed idee si parla sempre meno, poco fra le aule, e quasi per nulla nelle case. Riuniti a tavola, l’argomento viene eluso, come se non esistesse, come un tabù e come se la politica non determinasse la nostra vita. Questo apatico rifiuto non va confuso con una diffusa sfiducia, poiché questa presuppone che un tempo vi sia stata della fiducia: è sterile disinteresse. Risulta lampante il confronto con i giovani di 50 anni fa, intenti sfilare per le piazze e lottare strenuamente, fin troppo, per le loro convinzioni. Un tempo, il rischio era un eccessivo indottrinamento, che avrebbe potuto sconfinare nell’estremismo, ora si paventa una...

Vivere in comunità: cosa abbiamo imparato?

La volontà di formare una società composita, senza distinzioni di alcun genere, dove gli uomini possano convivere tra loro grazie ad un unico codice civile e penale è sempre stata una delle massime priorità della nostra specie. I filosofi e gli intellettuali più disparati hanno cercato di comprendere le dinamiche sociali dell’uomo, da cosa possa nascere l’idea di “comunità” e come questa possa essere amministrata in modo tale da garantire il benessere comune. Per gli uomini del ventunesimo secolo, il cosmopolitismo è un’idea scontata, quasi superflua, e le relazioni sociali con altre persone fanno ormai parte della nostra quotidianità. Ma siamo sicuri di rispettare correttamente tutti i principi espressi dai filosofi molto tempo prima di noi? La società si è davvero affinata e ha trovato il proprio equilibrio oppure siamo regrediti a pensieri retrogradi che, se concretizzati, potrebbero scatenare una divisione netta delle popolazioni? Alcuni filosofi, come Grozio ...

Due Coree, una bandiera

Come, purtroppo, non tutti sanno il 9 febbraio si sono aperti, a Pyeong Chang, in Corea del sud, i giochi delle Olimpiadi Invernali. Un’apertura che si è rivelata gelida non solo per la temperatura, ma anche per la reazione del vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence. Alla cerimonia d’apertura, infatti, le due Coree hanno marciato insieme sotto la bandiera della penisola coreana e gli atleti indossavano tutti un cappotto bianco con un’unica parola sulla schiena: “Korea”. Non vi sono state differenziazione e neppure isolamenti, cittadini delle due nazioni separate hanno camminato gli uni affianco agli altri in pace. Inoltre, dalla tribuna, la sorella del leader nordcoreano Kim-Jong-Un ha stretto la mano al presidente sudcoreano Moon Joe-In. Queste è solo l’ultimo di diversi tentativi di riavvicinamento tra le due Coree e, anche questa volta, gli USA  si sono dimostrati diffidenti, come testimoniato dal comportamento del sopracitato Pence, che ha deciso di non ...

Il ridicolo attuale

Nell’approccio disilluso che i miei coetanei hanno alla realtà delle cose noto da tempo ormai una costante: l’ironia. Complice il mondo dell’internet, che di un certo tipo di umorismo ne ha fatto la sua bandiera, ci ritroviamo sempre più spesso ad avere a che fare con una nuova frontiera del disfattismo e dell’indignazione che da sempre segnano l’approccio del nostro paese a politica e in generale problemi nel sociale. Non che mezzi quali la satira, che può anche vantare illustri antenati nella nostra cultura, come Orazio o un più “recente” Giovenale, siano da ritenere controproducenti in una qualsiasi forma di opposizione al potere, ma quando diventano le uniche armi usate da un’intera generazione, che usa il ridicolo, il risus latino come unica forma di protesta, la faccenda si fa interessante. Viene da chiedersi, infatti, se non si tratti dell’ennesimo segno di un distacco sempre più profondo tra la realtà sociale e quella giovanile, che sembrano ormai non solo andare in direzioni o...

“Che cosa voglio fare da grande” e perché scegliere il liceo classico

Che cosa farai da grande? Questa è la classica domanda che si pone a un bambino fin dalla più tenera età e, se vogliamo, è quella che affascina e allo stesso tempo spaventa di più. Un infante, quando pensa fugacemente al futuro, lo percepisce come un fatto lontano, inafferrabile, quasi un sogno, infatti a tale domanda risponde senza riflettere: “lo scrittore”, “l’astronauta”, “la principessa” o “il cantante”… tuttavia col tempo, il futuro oltre ad essere pieno di mistero comincia anche a fare paura perché crescendo si deve essere più concreti ed evitare di perdersi in fantasie. Ed è qui che entrano in gioco i professori, la scuola, la famiglia e gli amici. Tutto ciò che ci circonda infatti è importante perché influenza le nostre scelte che possono avere esiti positivi o negativi. A scuola, fin dalle elementari, si entra in contatto con diverse discipline che possono, o meno, incontrare il proprio interesse. Naturalmente, tra bambini ci si pone il fatidico quesito: “cosa farai da gran...

Smettere di vivere costantemente

La mente umana è davvero complessa e cercare di capirla o imitarla risulta difficile anche con gli strumenti moderni. La psicoanalisi, scienza che cerca di capire il funzionamento della mente, è nata solo negli ultimi decenni del 1800 grazie al lavoro di Sigmund Freud ed ebbe in poco tempo un considerevole successo. Le sue teorie però vennero viste con diffidenza e sono criticate tutt’oggi in molti ambiti, in particolare viene messo in dubbio l’efficacia terapeutica della psicoanalisi stessa. Nell’ultimo periodo della mia vita, forse per distrarmi e spiegarmi questa mia “irregolare condizione”, ho cominciato a interessarmi prima a Freud, poi a Skinner, Jung, Festinger, e infine Beck. Con irregolare condizione mi riferisco alla Depressione. La Depressione, mi direte, per come la si intende erroneamente oggi, è solo una reazione postuma della nostra mente a un evento reale; molti infatti ingenuamente identificano la tristezza come depressione. Questo è un errore. Infatti, con Depressione...