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È ora di fare piccoli lievi passi sulla superficie della storia

Quando si è bambini non si è capaci di comprendere ciò che va bene e ciò che va male nel mondo; la parola più cruda è “odio” mentre la più bella è “amore”. Questo è tutto ciò che un bambino deve conoscere per poter comprendere il senso di ciò che gli accade attorno. Crescendo si scoprono altri termini quali; “giustizia”, “ignoranza”, “leggi”, “colpevoli”, “pace”, “guerra”, “fame”, “ricchezza”. È, però, solo nel momento in cui il piccolo riesce a collocare queste parole nei principi primi di amore e odio che davvero potrà farsi un’idea più complessa del mondo. Da adolescenti la storia è diversa, i confini tra bene e male si assottigliano e il concetto di giustizia scivola tra questa linea sottile, basta un esempio sbagliato per far, magari, ricadere l’idea nel versante sbagliato. Eccovi una storia per comprendere quali conseguenze i fatti quotidiani possono avere sulle sicurezze di un ragazzo. Un parrucchiere di Napoli denuncia i camorristi che ogni mese estorcono i...

Le torce non servono nello spazio

Non è solo adrenalina, scienza, scoperta, desiderio, speranza, orbita, è Vita. Il buon vecchio Paolo Nespoli ritorna sulla ISS (International Space Station): ha 60 anni, due figli e potrebbe dirsi soddisfatto. No, risposta sbagliata, anzi, una risposta incresciosa se sei un astronauta; Paolo infatti non solo si dice, ma si dimostra assetato, energico e curioso, avendo appena cominciato la missione europea VITA (Vitality, Innovation, Technology, Ability) orbitando a 400.000 metri dal suolo terrestre. Tutti i dettagli di ciò che farà e che ha in testa l’astronauta italiano più anziano sono esaustivamente contemplati nell’indimenticabile intervista di Wired . Vorrei però concentrarmi, al di là di questa missione, sulla permanenza nello spazio, sulla brama di scoperta, sul desiderio di conoscenza che mai nessuno è riuscito né, credo, riuscirà ad esaurire. Perché andiamo nello spazio? Alzare gli occhi al cielo è sempre stato naturale ed istintivo per gli uomini, eppure l...

L’entusiasmo e la magia del Giffoni Film Festival

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Poche lire, un piccolo paesino campano, un grande sogno ed enorme ambizione. Questo aveva nella testa e fra le mani Claudio Gubitosi, 47 anni fa a Giffoni Valle Piana. Ora Giffoni Film Festival da lui creato è uno fra i più grandi festival cinematografici in Italia, con la peculiarità di ospitare come giurati e trasformare per una settimana in critici cinematografici bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo – quest’anno 4800 – da 3 fino a 20 anni. È difficilissimo, aggirandosi per la cittadella e nella piazza Altiero Spinelli, costruita con contributi europei, riuscire a distinguere infinite le infinite lingue parlate: dal dialetto strettissimo del Sud Italia fino all’armeno o al Turco. L’atmosfera è carica di entusiasmo e di magia. Proprio questo è il tema centrale di Giffoni 2017: “Into the Magic”. Tutto quello che avviene, tutte le interviste e le sfilate degli ospiti italiani ed esteri – da Claudio Amendola e Marco Giallini ad Amy Adams, Julianne Moore, kit Ha...

Lus soli: un’opinione attuale tra Chiesa ed economia nostrana

Una delle tematiche attuali maggiormente sentite dalla popolazione italiana, e soprattutto dai giovani che la costituiscono, è senza ombra di dubbio il rapporto tra nuove tecnologie e abitudini sociali. Ma essendo che noi siamo anticonformisti in questo articolo vi accompagneremo in un meraviglioso viaggio nella scelta delle verdure. Vi sarà infatti capitato più volte, dopo essere usciti dalla Chiesa, di incontrare al mercato ortofrutticolo quelle stesse anziane e vissute signore che pochi istanti prima anelavano alla salvezza spirituale abbracciando il prete. Eccole dunque, forti di un lieve ed effimero ricordo erotico della giovinezza, dirigersi in massa verso il banco della frutta per lambire con le storte dita vissute i primi meloni  della stagione e le prime angurie già verdeggianti di estiva frescura, nonché le morbide e rosee pesche di luglio, simboleggianti nel loro succoso splendore i giorni perduti e l’eterna grazia precedentemente ricercata in Chiesa. ...

Una lingua, una cultura

La conoscenza di una o più lingue straniere è diventata, negli ultimi anni, una delle caratteristiche più ricercate e apprezzate nel mondo del lavoro, come nella vita quotidiana, e i motivi sono evidenti: aumentano le persone che possiamo raggiungere, aumentano le opportunità, è più semplice muoversi in territori stranieri. Parlare fluentemente una lingua diversa dalla propria sembra avere effetti positivi persino sul cervello umano, abituandoci a pensare per idee, cioè ad associare ciò che si vuole esprimere ad un concetto invece che ad un insieme di lettere, stimolando le connessioni neurali e la creatività. Senza approfondire troppo la teoria, è infatti molto più semplice imparare una nuova lingua per chi già utilizza questo metodo in modo istintivo: i bambini. Essendo ancora liberi dalle restrizioni imposte dal linguaggio, non sono obbligati a pensare nella loro madrelingua e poi a tradurre il messaggio ( si tratta di un processo che viene naturale agli stranieri...

Qual è il futuro dell’umanità che vive sotto al ponte?

Da quanto tempo non passate da Ventimiglia? Da quanto tempo non vi capita di fermarvi a osservare che cosa succede sotto ai ponti del fiume Roya? È così facile compatire il prossimo se questo è aldilà di uno schermo, così tanto più semplice dare una mano mettendo un “like” ad un video commovente. O forse è ancora più semplice spegnere il televisore, cambiare canale. Ma non è forse vero che così facendo si spegne anche il nostro collegamento con il mondo? Noi non siamo isolati, noi vogliamo essere isolati. Vogliamo possedere un piccolo sprazzo di realtà che sia solo nostro, che non possa essere toccato da altri, che possa vivere solo delle nostre emozioni. Ci battiamo tanto per ufficializzare il “villaggio globale” e ci vantiamo sempre di aver creato un mondo sociale. Ma la verità è che siamo indifferenti. Ci sentiamo sempre i soli e unici protettori e creatori del mondo, i soli e unici eroi e re della nostra avventura. Ciò che fa il resto del mondo non è affar nostr...

La fuga

A diciotto anni desideri solo una cosa, la libertà . È cambiamento, è metamorfosi, è crescita. È la forza motrice che ti spinge a sperare in qualcosa di nuovo. È il riassunto dei tuoi sogni, tenuti da parte troppo a lungo. È l’opportunità che aspettavi per dare una svolta alla tua insoddisfazione . Nella fase transitoria più importante nella vita di ogni futuro uomo o donna, è l’adolescenza a determinare ciò che diventerai, e tu vuoi godertela, vuoi “ succhiare tutto il midollo della vita ” e scoprire di averla assaporata proprio tutta, perché la vita, quella che aspetti là fuori, lontano da casa, scuola, sicurezze e monotonia, quella vita è ciò per cui sei nato in realtà. Si vuole fuggire, non si sa dove, ma si vuole fuggire. Fuga è prendere la direzione opposta rispetto a qualcosa che ci minaccia, ma da cosa tenta di fuggire un ragazzo che decide, spesso intorno ai diciassette o diciotto anni di lasciare la propria abitazione e andare a vivere altrove? Che sia in ...